Traffico aereo del futuro:
più voli diretti e meno hub

È un quadro molto articolato quello che emerge dal Fact Book 2026, edito dall'Itsm dell’università di Bergamo e presentato da Enac a Roma. Il libro fotografa sostanzialmente un mondo del trasporto aereo in trasformazione “tra un’epoca e l'altra”, come cita appunto il titolo della XX edizione.

Il 2025 si è confermato un anno di consolidamento, con una crescita del traffico di passeggeri in Europa del 4%, inferiore agli anni precedenti ma in costante aumento. Ne emerge tuttavia un’Europa a più velocità, con mercati come Francia, Germania, Olanda e Paesi Scandinavi che ancora non hanno raggiunto i livelli pre covid, mentre nel blocco dell’Est le crescite vanno dal 14 al 40% e hanno ancora ampi margini di sviluppo, e nel Sud Europa Paesi come l’Italia, la Spagna e il Portogallo registrano comunque crescite superiori alla media.

Le cifre
Il nostro mercato cresce del 5% nel 2025 e nel primo trimestre 2026 registra un +4,6% rispetto al 3,7% della media europea. Il nostro si conferma il terzo mercato continentale per traffico, dopo Spagna e Gran Bretagna ma è quinto per connettività. La copertura intercontinentale dall’Italia viene dopo Gran Bretagna, Francia, Germania e Olanda. Dal nostro Paese sono raggiungibili 44 dei primi 100 aeroporti mondiali, in crescita rispetto al 2024 ma ben lontani dalle 66 destinazioni offerte da Londra o le 63 di Parigi.

A livello mondiale l’aeroporto più connesso è Istanbul che supera Charles de Gaulle, mentre Doha supera Heathrow e Los Angeles. Il baricentro del trasporto aereo mondiale si sposta verso Est. Tra i primi 20 aeroporti europei oltre Fiumicino, che è settimo, Malpensa supera Stansted e si piazza diciannovesimo. L’Italia ha inoltre ben 8 scali sopra i 10 milioni di passeggeri, una crescita trainata soprattutto da Napoli e Linate. Questo policentrismo rafforza il ruolo del nostro Paese, visto che il futuro si giocherà sui collegamenti diretti.

Le previsioni

Secondo le previsioni infatti ci sarà una riduzione dell’importanza degli hub, in particolare nei mercati più maturi come Europa e Stati Uniti, a favore degli scali minori. Il trend è già in atto: se nel 2013 un passeggero su 5 transitava in connessione per un hub, nel 2025 lo fa solo il 17% dei viaggiatori. Sul fronte delle compagnie aeree Ryanair si conferma, con 206 milioni di passeggeri, la prima in Europa, seguita da Lufthansa, British Airways e Air France-Klm. Tutte però perdono passeggeri a favore di altre low cost, EasyJet e WizzAir rispettivamente al quarto e quinto posto.

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