Compagnie aeree ancora sotto tiro Lo Stato in soccorso di Cathay e Klm

I Governi di tutto il mondo sono costretti a intervenire per salvare le compagnie aeree. Il caso Alitalia ormai non è più isolato, visto che ovunque si annunciano piani di investimento (meglio dire finanziamento) e ingressi statali nell’azionariato.

Negli ultimi giorni anche Cathay Pacific ha ottenuto un’iniezione di denaro fresco nelle casse e il via libera del Governo di Hong Kong che non “può permettersi di perdere la compagnia aerea”.
Stesso discorso vale per Klm che ha incassato inoltre il semaforo verde dalla Commissione Europea per gli aiuti del Governo olandese pari a 3,4 miliardi di euro.

Le previsioni Iata
La situazione appare difficile e le previsioni Iata non mostrano spiragli di sereno a breve raggio. Il direttore generale dell’associazione Alexandre de Juniac continua infatti a spostare in avanti la stagione della piena ripresa. Ora siamo arrivati al 2023, ma tutto dipenderà dall’andamento della pandemia in alcune aree del mondo fondamentali per l’industria del trasporto aereo.

La situazione negli Usa
I segnali provenienti dagli Stati Uniti non sembrano promettere nulla di buono. L’inversione della rotta pare così allontarsi ancora.
Questo malgrado il Congresso Usa sia pronto a intervenire con un piano di aiuti imponente. Intanto due vettori come American Airlines e United hanno annunciato che entro l’autunno sarà necessario sfoltire l’organico in attesa che il virus attenui la sua forza e il traffico aereo torni a salire. Tutto fermo, mentre le aerostazioni restano desolatamente vuote.

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