Una diffida per Enit

La casella postale del commissario straordinario dell’Enit Cristiano Radaelli in questi giorni è particolarmente affollata.

Ci sono almeno due lettere che ‘pesano’ che aspettano una risposta. Peccato che vadano in due direzioni diametralmente opposte.

Da un lato, i sindacati dei dipendenti hanno fatto pervenire al commissario una diffida a procedere con la convocazione per l’insediamento del nuovo cda.

Dall’altro, il ministro Franceschini di suo pugno ha scritto a Radaelli, chiedendo che cda venga convocato in data 8 ottobre presso la sede dell’Enit a Roma.

Nella diffida fatta pervenire dai sindacati, si elencano i motivi per i quali il nuovo cda non debba ancora essere convocato: secondo i dipendenti, manca un passaggio al traghettamento di Enit da ente pubblico a ente pubblico economico, ossia il riordino del personale. ““Ella – si legge – verrebbe mono alla funzione a Lei attribuita dal Legislatore, ovvero quella di individuare le unità di personale in servizio presso Enit e presso Promuovitalia da assegnare all’ente trasformato. Solo a seguito di detta individuazione e dell’esercizio della successiva opzione da parte del personale interessato, Ella potrà essere sostituito dall’organo collegiale di amministrazione”.

D’altro canto, Franceschini sembra non voler sentire ragioni: la Corte dei Conti ha registrato il decreto del Presidente della Repubblica con la nomina di Evelina Christillin – dice in sostanza il ministro – e quindi è giunto il momento della convocazione.

Intanto, per completare un quadro abbastanza caotico, pare che la stessa Christillin riconfermi al posizione espressa qualche settimana fa, ossia la sua attesa che vengano espletate tutte le funzioni in capo al Commissario prima di prendere il posto assegnato.

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