Costi del caldo sul turismo, allarme per le pmi

Il grande caldo cambia il turismo, costa fino a 12 miliardi l’anno, e per Confesercenti, che ha provato a stimare l'impatto delle alte temperature sull'economia del Paese, è allarme per le piccole e medie imprese del turismo. “Il caldo rischia di trasformarsi in una sorta di nuova tassa climatica – dice Nico Gronchi, presidente di Confesercenti -. Un bar o un negozio che oggi sostiene 3.000 euro l'anno per il raffrescamento, potrebbe trovarsi a spenderne 6.000 in breve tempo”.

Secondo l'ufficio economico di Confesercenti gli imprenditori italiani nei prossimi 12 mesi spenderanno infatti tra i 2 e i 4 miliardi di euro per impianti di climatizzazione più efficienti, fotovoltaico, schermature e riqualificazione energetica degli immobili, mentre per i maggiori costi dell'energia pagheranno tra i 2 e i 3 miliardi.

“A questo va aggiunto il calo della produttività del lavoro, stimato tra 1,5 e 3 miliardi – ha aggiunto-. Sopra i 35 gradi stabili, la resa del lavoro cala, crescono errori e assenze per malattia e diminuisce la capacità di sforzo fisico”. I settori più esposti sono il turismo all'aperto, con personale come guide e accompagnatori, ma anche ristorazione, bar e servizi.

Il caldo persistente, inoltre, sta cambiando i consumi dei turisti. Nella ristorazione i dehors perdono attrattività a favore di sale climatizzate, mentre i flussi tendono a spostarsi verso le aree montane o luoghi più freschi fuori dalle città d'arte.

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