Il commento del direttore
Remo Vangelista
Dietro la costruzione mediatica dei 10 comandamenti del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, enunciati nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Attività produttive Camera e Industria Senato, se si ‘segue il danaro’ si vede un Ministero che continua ad investire, e che cerca di trattare il comparto come una vera industria.
“Il Governo Meloni ha compiuto una scelta politica precisa: ha portato il turismo nel cuore della politica economica nazionale qualificando il Ministero come dicastero economico a pieno titolo. Non è un fatto simbolico. È una linea di governo. Significa riconoscere che una quota decisiva della prosperità italiana passa dalla capacità di organizzare, finanziare e governare il turismo come una vera industria” ha detto il ministro.
Misure strutturali
Il tema, allora, è sostituire la “vecchia logica dei ‘contributi a pioggia’ con misure strutturali stabili e sempre attive. Un’industria vera non vive di bonus occasionali, ma di certezze su cui pianificare il futuro”. La prima risposta concreta è l’avvio operativo del Fondo GreenTour da 109 milioni di euro, una misura nata per accompagnare la transizione ecologica delle imprese, finanziando l'efficienza energetica e l'abbattimento dei consumi attraverso dei contratti di sviluppo di taglia media. “Proprio da ieri, 15 luglio, le aziende potranno fare domanda. Ricordiamocelo sempre: la sostenibilità ambientale e sociale sono obiettivi centrali, ma esistono solo se poggiano sulla sostenibilità economica”.
Accordo di coesione
“Lo scorso 4 giugno, con il Presidente del consiglio Giorgia Meloni, abbiamo firmato l’Accordo di sviluppo e coesione del Ministero del Turismo. È nostra intenzione destinare 121 milioni di euro per programmi di potenziamento e di valorizzazione dell’offerta turistica sull’intero territorio nazionale, aree interne ed isole minori, secondo alcune direttrici prioritarie, come la digitalizzazione dell’ecosistema di settore, prioritariamente per il turismo organizzato, e la promozione di investimenti orientati ai principi di accessibilità universale, inclusività e sostenibilità ambientale e sociale” dice il ministro.
L'Accordo di coesione, secondo Mazzi, dimostra che la transizione digitale è il vero motore del comparto. “Ma la sfida strategica è l'Intelligenza Artificiale. Dobbiamo implementarla nel turismo per potenziare un settore che già oggi restituisce 2,4 euro per ogni euro investito e allo stesso tempo per affiancare l’operatore nella migliore gestione e organizzazione del lavoro. I dati della Fondazione Tor Vergata parlano chiaro: gli investimenti in IA sul turismo italiano genereranno un impatto tra i 6 e i 7 miliardi di dollari, con 2 miliardi all'anno di maggiore produttività. Mettere a sistema le tecnologie di frontiera significa, entro il 2030, aumentare la spesa turistica fino al 10%, tagliare del 20% i costi operativi delle imprese, alleggerire del 20% i flussi nelle aree sovraffollate e far crescere del 25% la soddisfazione dei clienti”.
Il ministro sottolinea il protagonismo dell’Italia in questo campo. “Questa rivoluzione la stiamo guidando noi. L'Europa ha avviato la costruzione dell'ecosistema digitale unico per la condivisione dei dati. Ebbene, dopo il progetto preparatorio Dates, l'Unione Europea ha aperto la fase attuativa con il programma Deploytour, e il nostro Ministero ha assunto ufficialmente il coordinamento strategico a livello europeo. Non siamo passeggeri: l'Italia vuole dettare l'agenda della futura Strategia europea per il turismo sostenibile”.
La strategia sociale
“Nessuna industria può crescere senza mettere al centro la sua componente più preziosa: i lavoratori. Nel turismo, l’industria dei servizi per eccellenza, servire non è un mestiere subordinato, è una nobile arte. Per difendere questo capitale umano e azzerare la carenza di personale, abbiamo messo in campo una strategia sociale senza precedenti – aggiunge il ministro -. Con il recente Decreto Lavoro dello scorso Primo Maggio, abbiamo svincolato i rinnovi contrattuali del comparto da rigidi automatismi burocratici, restituendo centralità alla contrattazione collettiva”.
Non solo. “In Legge di Bilancio – aggiunge Mazzi -, abbiamo blindato il trattamento integrativo per il lavoro notturno e straordinario festivo. Una misura di enorme successo che vogliamo rendere definitivamente strutturale a tutela dei lavoratori di hotel, ristoranti e stabilimenti termali”.
Ma la vera svolta sociale, sostiene il ministro, è la risposta all'emergenza abitativa. “Attraverso il nuovo Piano Casa, per la prima volta i lavoratori stagionali hanno un accesso prioritario ai programmi di edilizia integrata. A questo si aggiunge la misura più innovativa che stiamo attuando in questi giorni: il piano Staff House da 120 milioni di euro. I fatti ci danno già ragione: la prima graduatoria conta 212 imprese assegnatarie e sblocca quasi 60 mila posti letto a prezzi calmierati per i dipendenti. Più attrattività per il lavoro, più dignità per le famiglie”.
Per portare il turismo, dice Mazzi, “all’altezza dell’Italia”.