Il commento del direttore
Remo Vangelista
Italia in crescita di attrattività per i progetti di luxury hospitality, un Paese dove possono convivere e prosperare modelli di business diversi. L’evento “Luxury Hospitality Reloaded: Repositioning and Balancing Sustainability”, promosso da Deloitte, ha portato sul palco diversi albergatori o rappresentanti di brand proprio per confrontarsi su questo tema.
Marcello Mangia, presidente e ceo di Mangia’s Resorts, all’indomani del lancio del nuovo brand Icona’s Collection, ha raccontato l’evoluzione iniziata nel 2019, quando decisero di cambiare modello: “Avevamo tutti alberghi 4 stelle e un numero fisso di clienti che ci garantiva il business, ma l’avvento del Covid e alcuni eventi, come il fallimento di Thomas Cook, ci hanno spinti a una riflessione. Dal punto di vista del prodotto abbiamo deciso di proporre 5 stelle e 5 stelle lusso. E poi di diventare partner di sviluppo in Italia per investitori istituzionali e fondi, aiutandoli nello scouting e con un servizio a tutto tondo”. Secondo Mangia il principale ostacolo alla crescita è “non essere preparati a questa opportunità che abbiamo in Italia, facendo squadra con chi vuole investire nell’hospitality ma non ha le conoscenze adeguate”.
Accanto a Mangia, Marcello Ferraro, ceo di Smeralda Holding, ha spiegato la visione del Gruppo “siamo investitori pazienti e guardiamo al valore a lungo termine. La nostra idea è sempre stata quella di rendere l’intera destinazione più appealing con una strategia di ristrutturazioni mirate e diversificazione”. Su tutti, cita l’esempio del Cala di Volpe “era già al top ma siamo andati verso l’ultra luxury aggiungendo wellness, beach club, un’offerta di ristorazione di alto livello. E sei anni dopo posso dire che fattura il doppio di prima, anche grazie al food & beverage che fa un terzo dei nostri ricavi proprio grazie agli investimenti”. Sulla crisi internazionale ammette di aver avuto qualche preoccupazione, visto il flusso mediorientale e americano molto importante per la holding. Preoccupazioni smentite da “un incremento della domanda che vediamo sia dagli Usa che dal Medio Oriente”.
Ha chiuso il panel Massimo Baldo, vicepresidente Europa di Palace Resorts, di proprietà di una famiglia messicana che nell’84 ha fondato il primo resort e che, nel 2023 ha inglobato Baglioni Hotels con la visione di migliorare il proprio portfolio. “Era un obiettivo per migliorare anche la nostra membership Palace Elite, che dura 25 anni e dà accesso a vantaggi di vario livello. Per noi le nuove strutture sono funzionali al programma di questo club esclusivo di membri”. I progetti futuri sull’Italia saranno l’apertura “di un 5 stelle lusso a Roma, di cui abbiamo acquisito l’immobile, avrà un focus food & beverage importante e una spa di 600 mq. Un altro progetto è in cantiere a Forte dei Marmi”.
Ha concluso spiegando il punto di vista dell’investitore straniero in Italia “sicuramente i gruppi sbagliano quando pensano di replicare un modello uguale per tutti i Paesi, soprattutto in Italia, dove ci sono importanti vincoli paesaggistici e patrimoniali. La nostra filosofia è di usare molto la forza locale, anche per i team di design e architettura, che sanno meglio coordinarsi con gli uffici tecnici locali”.