Vacanze più brevi e prenotazioni last minute, i viaggi degli italiani

La vacanza si accorcia e le decisioni di viaggio si fanno più rapide. Così cambiano le abitudini dei viaggiatori italiani, secondo la fotografia che scatta uno studio della società italiana di travel tech Salabam Solution, analizzando oltre 500mila prenotazioni effettuate sulle piattaforme welfare Vadobay e Benefit.Travel.

Secondo quanto emerge dai dati, la durata media del soggiorno è oggi di 2,7 giorni, segnale di un passaggio sempre più evidente dalle ferie tradizionali ai cosiddetti ‘smart break’, brevi viaggi concentrati nei weekend o nei periodi di pausa.

Allo stesso tempo si riduce a 51 giorni la finestra media di pianificazione. Per molte destinazioni italiane la finestra si riduce ulteriormente, facendo registrare picchi di prenotazione a ridosso del soggiorno. “Non si tratta solo di viaggi più brevi, ma di un cambio di mentalità per un’ampia fetta di viaggiatori: molte persone non organizzano più una vacanza, ma una serie di pause distribuite durante l’anno”, spiega Marco Mazza, co-founder di Salabam Solutions. “Questo rende il turismo più frequente ma anche più frammentato, e cambia completamente le logiche di scelta”.

Tuttavia, i viaggi a lungo raggio continuano a essere programmati con 4-6 mesi di anticipo.

Turismo strategico

Cambia anche la logica di scelta delle destinazioni. Cresce infatti quello che Salabam definisce turismo ‘strategico’: gli utenti non rinunciano alla meta, ma ne ripensano le modalità per risparmiare. Si scelgono così destinazioni ‘satellite’ o aree periferiche per ridurre i costi.

Anche le scelte di alloggio confermano questa tendenza alla razionalizzazione. Oltre il 72,9% delle prenotazioni riguarda hotel tradizionali, mentre bed & breakfast (6,99%) e appartamenti (2,82%) restano soluzioni secondarie. “Il viaggio non viene ridimensionato, viene ottimizzato”, aggiunge Diego Furlani, co-founder di Salabam Solutions. “Le persone non vogliono rinunciare a nulla, ma stanno diventando molto più sofisticate nel modo in cui spendono: sono più attente su dove scelgono di dormire, quando partire e come muoversi per ottenere la stessa esperienza a un costo inferiore”.

Tra le altre tendenze individuate dall’analisi, le cosiddette ‘tribù dei viaggiatori’. L’analisi individua infatti comportamenti sempre più distinti a seconda del contesto personale.


E sempre di più il clima influenza le scelte di viaggio. L’analisi conferma il fenomeno del ‘coolcationing’, rilevando una crescita della domanda nei mesi estivi verso mete più fresche, come Nord Europa e aree montane. Al contrario, durante l’inverno si rafforza il fenomeno opposto, con Canarie e Mar Rosso tra le mete più richieste per chi cerca caldo a breve distanza e con costi contenuti.

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