Vettori del Golfo
Incognite
sulla ripartenza

Con la firma dell’accordo fra Stati Uniti e Iran torna di piena attualità il tema della ripresa dei flussi verso i Paesi del Golfo e, ancora più in specifico, la ripresa dei tre vettori principali dell’area che, attraverso la loro rete, prima della guerra di fatto controllavano una fetta consistente del traffico aereo mondiale.

Il rischio, secondo alcuni analisti, è che il sistema degli hub del Golfo controllati da Emirates, Qatar Airways ed Etihad non riesca a ritornare al suo slancio, perché i Paesi hanno perso la loro immagine che li faceva percepire come immuni dai fermenti di instabilità del Medio Oriente.

Secondo i dati Iata, pubblicati durante l’Assemblea generale del 6 giugno, complessivamente le compagnie aeree del Medio Oriente subiranno perdite nette per 4,3 miliardi di dollari quest'anno e perderanno 21,40 dollari per passeggero trasportato. Ma i vertici Iata si sono detti ottimisti sul modello di business mediorientale.

“Sono fermamente convinto - ha detto l’ex direttore generale Iata, Wille Walsh, nel corso dell’assemblea - che non si tratti di un cambiamento strutturale. Le compagnie aeree del Golfo riacquisteranno la loro posizione una volta che la regione si sarà stabilizzata. Non credo che il modello degli hub del Golfo sia stato minato o danneggiato dall’impatto che abbiamo visto”.

Altri punti di forza includono la reputazione del servizio delle tre compagnie del Golfo, l'ampiezza delle loro reti e la qualità degli aeroporti di Dubai, Doha e Abu Dhabi, ha sostenuto Kamil Al-Awhadi, vicepresidente regionale Iata per l'Africa e il Medio Oriente.

Per quanto riguarda i vettori, in un'intervista al Financial Times l'amministratore delegato di Etihad, Antonoaldo Neves, ha dichiarato che la compagnia supererà la sua capacità prebellica entro il 15 giugno, con prezzi ai livelli prebellici. Gli altri due vettori sono, invece, più in ritardo nella ricostruzione della capacità a livelli pre conflitto. L’a.d. di Emirates, Tim Clark, in un’intervista a Reuters ha affermato che la compagnia aerea ha lanciato incentivi volti a riconquistare i clienti, ma che si concentrano sulla sicurezza e sull'affidabilità dei collegamenti, piuttosto che sugli sconti tariffari.

Il tema dell’affidabilità, potrebbe, però, essere centrale. Nei mesi del conflitto si è passati in pochi giorni da una ripresa progressiva dei voli a bruschi stop dovuti alle chiusure delle spazio aereo a singhiozzo per i lanci di missili e droni. Questo, sicuramente, influenzerà i passeggeri, almeno nei primi mesi dopo la fine della guerra.

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