Cdp sostiene gli hotel:fino a 2 miliardi sul piatto

“È un aiuto per le imprese per attraversare il deserto”. Il ministro per i Beni Culturali e il Turismo Dario Franceschini ha presentato così lo strumento messo in campo da Cassa depositi e prestiti per sostenere gli hotel italiani in questo momento di crisi profonda del turismo, difenderli come si difende un patrimonio nazionale e prepararli al futuro.

“Al termine di questa emergenza il turismo ritornerà a crescere impetuosamente, come stava facendo fino a gennaio scorso – ha aggiunto Franceschini – e noi dobbiamo farci trovare pronti. Per questo investire in cultura e turismo non è soltanto un dovere, ma è anche una straordinaria opportunità economica”.

Il Fondo nazionale
Lo strumento messo in campo da Cdp prevede di muovere una vera montagna di denaro a favore degli hotel. Saranno infatti mobilitati fino a 2 miliardi di euro, a valere sulle risorse di Cdp per un totale di 750 milioni di euro, e su ulteriori fondi di investitori terzi. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo contribuirà, attraverso un fondo istituito con il Decreto Rilancio, fino a 150 milioni di euro.

L’intervento si inserisce all’interno di una più ampia strategia lanciata da Cdp per il turismo, che prevede fra i punti fondamentali la valorizzazione degli asset immobiliari del comparto, con l’acquisto e l’ammodernamento delle strutture alberghiere, promuovendo la separazione tra proprietà immobiliare e gestione alberghiera, per garantire adeguati investimenti ed elevati standard qualitativi.

Nel corso degli ultimi anni Cdp ha già acquisito 7 strutture ricettive per un investimento complessivo di 160 milioni di euro.

Il funzionamento
Il Fondo andrà a finanziare investimenti precisi, come ha spiegato Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti.

“Abbiamo eseguito una mappatura degli alberghi storici e iconici del Paese, quelli che muovono il turismo su intere aree e si pongono essi stessi come destinazione. Siamo già in contatto con i titolari con i quali stiamo seguendo un percorso per l’ingresso nella proprietà, lasciando in loro mani la gestione”.

Perché, come ha aggiunto il ministro Franceschini, “uno dei punti di forza del turismo italiano è l’autenticità dell’accoglienza alberghiera, che non ha nulla di standardizzato. È sempre stato identificato come un punto di debolezza non avere grandi hotel di catena in Italia, ma in realtà, con l’evoluzione del turismo verso una forma sempre più esperienziale, sta diventando un punto di forza”.

Il sistema prevede anche la possibilità per i proprietari di esercitare un diritto di riacquisto in un arco di tempo congruo rispetto alle stime di ripresa del mercato ricettivo internazionale.

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