Il commento del direttore
Remo Vangelista
Il turismo come leva stabile per la crescita dell’Italia, con una prospettiva che guardi ai prossimi 10 anni. È questo il messaggio che Elisabetta Fabri, presidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi, ha lanciato in occasione della Giornata mondiale del turismo.
“Il nostro obiettivo è costruire un Paese che non subisce i flussi, ma li governa; che non consuma le destinazioni, ma le fa crescere; che trasforma la propria attrattività in lavoro, investimenti e benessere diffuso - spiega Fabri -. Un’Italia capace di accogliere i nostri ospiti tutto l’anno e sull’intero territorio, senza perdere ciò che la rende unica. Per le imprese significa poter programmare; per i lavoratori avere opportunità di crescita professionale; per le comunità trattenere giovani e sviluppare servizi; per il Paese rendere strategica un’industria che non può essere delocalizzata”.
La proposta dell’associazione parte da una convinzione: il turismo produce effetti che attraversano l’intera economia. Genera occupazione, attiva investimenti e filiere produttive, sostiene i servizi e trasforma le caratteristiche distintive dell’Italia - patrimonio culturale, paesaggi, tradizioni, produzioni e stile di vita - in un fattore di competitività.
“Dal nostro osservatorio vediamo un settore che è tra i motori più dinamici dell’economia, anche grazie all’attenzione che il Governo e il Ministero del Turismo hanno dedicato al comparto - dice ancora Fabri -. Per consolidare questi risultati serve una visione di lungo periodo, capace di fissare obiettivi, tempi e risorse e di anticipare i cambiamenti: aumentano la concorrenza e le pressioni sui costi, le competenze sono sempre più difficili da reperire e una parte importante del patrimonio ricettivo deve essere rinnovata. Inoltre, circa tre quarti dei turisti si concentrano su appena il 4% del territorio nazionale: vaste aree del Paese hanno un potenziale ancora da esprimere, ed è una grande opportunità di sviluppo”.
L’albergo diventa allora la prima porta d’ingresso nel racconto dell’identità italiana: è dove il visitatore incontra il Made in Italy e il territorio. Nelle aree interne e nelle destinazioni meno conosciute, le strutture ricettive possono diventare presìdi di rigenerazione locale, capaci di contrastare lo spopolamento e favorire nuovi ecosistemi economici.
“Decidere oggi chi vogliamo essere tra dieci anni significa darsi un orizzonte che vada oltre il presente - prosegue Fabri -. La nostra proposta vuole contribuire al dialogo già avviato con il Ministero del Turismo: istituire, sotto il suo coordinamento, un tavolo permanente tra le imprese e i Ministeri competenti in materia di economia, attività produttive, lavoro e infrastrutture, per definire una strategia nazionale di lungo periodo fondata su quattro pilastri: qualità, sostenibilità, professionalità e innovazione. Occorre sostenere la riqualificazione del patrimonio alberghiero, formare e trattenere le competenze, migliorare l’accessibilità dei territori e portare un numero crescente di destinazioni verso almeno 270 giorni di attività l’anno. Vogliamo inoltre offrire uno strumento in più per dare evidenza al va lore generato dalle politiche e dagli investimenti per il turismo: lo SROI, il Social Return on Investment, che misura nel tempo l’impatto sociale, ambientale ed economico in termini di occupazione, investimenti, filiere coinvolte, servizi e mesi di attività aggiuntivi”.
“Il successo del turismo italiano non si misura soltanto nel numero degli arrivi, ma nel valore che resta dopo ogni partenza: lavoro, imprese più forti, territori più vivi - conclude Fabri -. Confindustria Alberghi è pronta a fare la propria parte al fianco delle istituzioni. È lavorando insieme, con visione e responsabilità, che il turismo può diventare una vera strategia di crescita per l’Italia”.