Il commento del direttore
Remo Vangelista
Fa ancora discutere l’esame di abilitazione alla professione di guida turistica. In una nota Federagit Confesercenti torna a ribadire alcune criticità emerse nell’organizzazione della prova. “Non contestiamo l’ingresso di nuovi professionisti, né la necessità di sessioni periodiche di abilitazione. La nostra preoccupazione - segnala la presidente Micol Caramello - è che questo esame, per modalità e tempistiche, non sia lo strumento più adeguato per verificare in modo approfondito le competenze richieste dalla professione”.
L’associazione segnala che programma, criteri e griglie di valutazione sono stati pubblicati il 20 maggio, appena sedici giorni prima della prova scritta del 5 giugno. Tempistiche ridotte, secondo Federagit, che hanno reso difficile per i candidati prepararsi in modo adeguato e che sollevano interrogativi sull’effettiva capacità della procedura di accertare il livello di preparazione richiesto. “Una selezione seria non serve a limitare l’accesso alla professione, ma a valorizzare chi sceglie di intraprenderla”, prosegue Caramello. “La domanda che poniamo è semplice: quale tutela viene data alle future guide? Un’abilitazione autorevole rafforza il valore della professione e tutela chi la consegue. Un esame che non consente una verifica realmente approfondita rischia invece di indebolire la qualifica ottenuta e, nel tempo, di incidere sulla qualità dei servizi offerti ai visitatori”.
Federagit evidenzia inoltre la necessità che il futuro della professione venga costruito attraverso un dialogo con chi la esercita quotidianamente. “Abbiamo avuto l’impressione che il bando sia stato costruito ascoltando prevalentemente le esigenze di altri operatori della filiera turistica, come tour operator, agenzie di viaggi e società crocieristiche, mentre il contributo delle associazioni delle guide non è stato adeguatamente valorizzato”, osserva Caramello. “Nel corso dell’incontro del 29 aprile presso il Ministero ci è stata annunciata un’imminente pubblicazione del bando, senza che venissero condivisi contenuti e tempi della procedura, quando le decisioni apparivano ormai già definite. Abbiamo già chiesto al Ministro Mazzi un incontro urgente”.
Le questioni aperte
Rimangono inoltre aperte, secondo Federagit, numerose questioni: il contrasto all’abusivismo, la presenza di operatori non autorizzati nei principali luoghi della cultura, le criticità che limitano il lavoro delle guide nei musei e nei siti culturali e il rispetto della normativa sull’equo compenso. “La creazione di nuove guide deve essere accompagnata da azioni concrete e continuative per garantire a chi opera oggi e a chi opererà domani di poter svolgere bene il proprio lavoro”, conclude Caramello. “Da anni chiediamo interventi al Ministero del Turismo, al Ministero della Cultura e alle Forze dell’Ordine su questioni che incidono direttamente sulla qualità del servizio e sulla tutela della professione. L’obiettivo deve essere comune: formare professionisti preparati, tutelare chi lavora nel rispetto delle regole e offrire ai visitatori un servizio all’altezza dello straordinario patrimonio culturale italiano”.