Monaco, il felice paradosso pensato per il turismo

Il Principato di Monaco è un felice paradosso. Lo racconta così Guy Antognelli, direttore generale Monaco Government Tourism and Convention Authority, in questa intervista a TTG Italia. “Siamo fortunati – dice -. Siamo piccoli come dimensione, una cittadina in cui le persone si incontrano perché è un luogo dove si va a piedi, si passeggia; e nello stesso tempo abbiamo i servizi e le opportunità di una grande capitale europea. Una caratteristica abbastanza unica, che va incontro alle nuove esigenze del turista contemporaneo, alla ricerca di quel mix fra contatto umano e ricchezza di servizi che noi riusciamo a creare”.

Il felice paradosso, per altro, è nato per il turismo. “La Monaco contemporanea è nata intorno al 1860 proprio per attrarre flussi turistici - spiega Antognelli -. La presenza del Casinò, dell’Opera, la nascita dello stesso Grand Prix di Automobilismo sono legati al turismo dell’epoca, perché erano le attività che volevano fare le persone che volevamo attrarre a Monaco”.

E anche oggi, dice il direttore, il calendario di eventi, la ricettività e l’offerta di attività del Principato è indirizzata ad attrarre un certo tipo di turismo.

“Non lo definirei un turismo per forza di lusso, ma un turismo di qualità, a cui la città sa rispondere con un’offerta complessiva di livello”. Su 2,5 chilometri di Principato sono presenti circa 250 ristoranti, di cui 8 stellati “siamo il Paese con più ristoranti stellati al chilometro quadrato” aggiunge Antognelli, il programma culturale e di intrattenimento è vario e vastissimo, dall’opera ai concerti agli eventi sportivi e soprattutto “si estende per tutto l’anno, rendendo il Principato una meta ideale anche per city break autunnali o invernali”.

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