Il commento del direttore
Remo Vangelista
“Per Guiness Travel il momento attuale non è solo occasione di riflessione, ma un punto di svolta. Il valore del travel organizzato non può più essere raccontato esclusivamente attraverso l’offerta di prodotto. Deve essere reso evidente, comprensibile e riconoscibile per ciò che realmente è: un sistema costruito su responsabilità, competenza e tutela concreta del viaggiatore”, con queste parole alla stampa anche Michele Mosca, founder e ceo di Guiness Travel, si getta nel dibattito aperto nel comparto nelle ultime settimane.
L’importanza della filiera
Un moto d’orgoglio, si potrebbe dire, da parte di tanti professionisti che hanno voluto sottolineare con forza come, nella recente crisi del Medio Oriente, sia emerso chiaramente il valore del lavoro e delle responsabilità di chi fa turismo organizzato con serietà. Un lavoro spesso invisibile ai più. “Proprio in momenti come questo emerge la differenza tra viaggio organizzato e fai-da-te. Il punto è comunicarla con forza”, ha commentato Mosca raggiunto da TTG Italia durante un viaggio in Scozia, “il turismo organizzato deve spiegare meglio il valore della propria filiera. Assistenza, gestione delle emergenze, garanzie concrete e un interlocutore sempre presente sono elementi che nei momenti di instabilità diventano decisivi per il viaggiatore”.
Una riscoperta, anche, del fatto di sentirsi una filiera, una squadra, un insieme di persone, tra t.o. e adv, che sono “soggetti responsabili dell’intero viaggio. Quando un pacchetto turistico viene costruito e venduto da un tour operator tramite un’agenzia di viaggi entrano in gioco obblighi precisi previsti dalla normativa: licenze operative, direzione tecnica, coperture assicurative, fondi di garanzia e responsabilità sull’esecuzione dei servizi inclusi nel pacchetto”, ha specificato Guiness Travel.
Affrontare il momento con testa e professionalità
“Possiamo parlare di crisi senza timore di usare questa parola”, specifica Mosca, “tuttavia l’impatto non è stato uniforme: ci sono destinazioni su cui ha inciso in maniera molto forte e altre che invece ne hanno risentito poco o per nulla”.
Passato l’emergenza dei rimpatri, l’impatto più rilevante sulle persone è stato quello psicologico, continua “molti viaggiatori sono entrati in una sorta di limbo di attesa, alimentato da una comunicazione spesso contraddittoria tra i diversi attori della crisi e amplificata dai media. Le prenotazioni, inizialmente, hanno seguito l’andamento delle notizie, per poi rallentare sensibilmente. Quando la pressione mediatica cresce, inevitabilmente cresce anche il timore”.
Come tanti professionisti hanno sottolineato, sui social media e nelle interviste, l’importante è “mantenere lucidità. In momenti come questi è fondamentale continuare a comunicare con chiarezza e costanza. Stiamo quindi rafforzando la nostra comunicazione su più canali, spiegando in modo ancora più diretto quali sono le garanzie e le tutele che il travel organizzato offre. È proprio nelle fasi di maggiore incertezza che il valore di un operatore strutturato emerge con maggiore forza”.
Lo sguardo al futuro, tra costi e previsioni estive
Il tema rincari del fuel (oltre che quello delle scorte) è una realtà evidente, come si comporterà Guiness Travel sui costi crescenti dei voli? Mosca risponde senza esitazioni: “In 38 anni di attività, di fronte a qualsiasi crisi, Guiness Travel non ha mai riversato costi aggiuntivi sul cliente finale. È una scelta precisa che abbiamo sempre portato avanti e che intendiamo mantenere anche in questo momento. Gli eventuali aumenti dei costi verranno quindi assorbiti dall’azienda, come abbiamo sempre fatto”.
Mentre sulle previsioni estive l’orizzonte è ancora nebuloso: “È ancora presto per fare previsioni definitive. Molto dipenderà dalla durata della crisi e soprattutto dalla sua presenza sui media. Se la situazione dovesse rientrare entro il mese di aprile – e uscire dall’agenda dei media – una parte importante della stagione estiva potrebbe ancora essere salvata. In caso contrario diventerà più complesso fare stime”.
La strategia di Guiness Travel
Da una parte il t.o. punta a un piano strutturato di comunicazione verso il mercato e la rete distributiva, nonché a rafforzare l’alleanza con le agenzie di viaggio, che rimane centrale, perché “la relazione con il cliente, la capacità di spiegare con chiarezza il perimetro delle tutele e di orientare le scelte con consapevolezza rappresentano un elemento di valore per l’intera filiera turistica”.
Dal punto di vista del prodotto, Mosca afferma di non avere in programma nuove linee perché considera l’offerta già solida e diversificata: “Sul fronte delle tutele Guiness era già intervenuta prima della crisi. Abbiamo, infatti, introdotto una nuova polizza multirischi tra le più complete sul mercato. Inoltre, da molti anni proponiamo la nostra policy esclusiva ‘Don’t Worry’, che consente di annullare un viaggio fino a 45 giorni dalla partenza per qualsiasi motivo, anche non certificabile”. Una leva per agire sul fronte delle prenotazioni, in un mercato titubante e ancora in preda alle incertezze.