Il commento del direttore
Remo Vangelista
Volotea fa marcia indietro. Dopo le polemiche generate dall’introduzione del Fair Travel Promise, verso il quale aveva anche aperto un’istruttoria l’Antitrust italiano, la compagnia ha deciso di non applicare più la nuova norma a partire dalle prenotazioni effettuate da oggi, 10 giugno.
La pratica prevedeva che sette giorni prima della data di partenza, il vettore comunicasse al consumatore un supplemento da pagare per poter usufruire del biglietto già acquistato, quantificato tra un minimo di 6 ed un massimo di 14 euro per passeggero e per tratta, in base all’ultimo dato disponibile sul costo del Brent. Il consumatore avrebbe poi potuto modificare il volo, senza addebito di penali, oppure cancellare il viaggio e ottenere un rimborso di pari valore in forma di crediti Volotea.
“Il Fair Travel Promise è nato da un'idea semplice - sottolinea Valeria Rebasti, international market director di Volotea -: garantire ai clienti un prezzo equo del carburante, senza un solo euro in più, mantenendo al contempo le tariffe il più accessibili possibile. Sebbene le sfide che il settore dell'aviazione deve affrontare siano cambiate, il nostro impegno nei confronti dei clienti rimane immutato. Volotea continuerà ad assorbire gli aumenti del prezzo del carburante e ad offrire flessibilità illimitata su ogni biglietto senza alcun costo aggiuntivo”.