Il commento del direttore
Remo Vangelista
La Fair Travel Promise di Volotea finisce sotto la lente dell’Antitrust per “pratica commerciale scorretta”. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria, con contestuale sub-procedimento cautelare audita altera parte, nei confronti della low cost per far cessare subito l’applicazione di modifiche al costo del biglietto aereo in base all’andamento del prezzo del Brent.
Sette giorni prima della data di partenza, il vettore comunica al consumatore un supplemento da pagare per poter usufruire del biglietto già acquistato, quantificato tra un minimo di 6 ed un massimo di 14 euro per passeggero e per tratta, in base all’ultimo dato disponibile sul costo del Brent. Il consumatore può modificare il volo, senza addebito di penali, oppure cancellare il viaggio e ottenere un rimborso di pari valore in forma di crediti Volotea. Il mancato pagamento dell’adeguamento, invece, comporta la cancellazione della prenotazione senza diritto al rimborso.
Secondo l’Autorità, “questa modifica unilaterale al prezzo del biglietto aereo infrangerebbe la disciplina consumeristica perché, da un lato, può indurre il consumatore a scegliere il volo da acquistare sulla base di un’informazione incompleta e ingannevole - il prezzo mostrato al momento dell’acquisto - e, dall’altro, può esercitare un indebito condizionamento quando, a ridosso della partenza, il consumatore di fronte alla scelta fra pagare il supplemento o riprogrammare il viaggio, è indotto ad accettare la modifica”.