Il commento del direttore
Remo Vangelista
Una media di 2,7 viaggi all’anno a famiglia, per soggiorni più brevi ma più diffusi su tutto l’anno con tendenza al multi-break. Attenzione al divertimento ma anche alla “animazione educativa” (edutainment), meglio se in mete poco affollate dove il family hotel diventa la vera destinazione, accanto al desiderio sempre più forte di scoprire il territorio. Questa la sintesi della ricerca “Family Trend 2026” condotta da Italy Family Hotels insieme alle agenzie Hospitality Marketing e Area38.
Lo studio ha raccolto i desideri di oltre 1.200 famiglie in una mappa chiara: emerge un panorama in cui il viaggio delle famiglie non è più solo svago, ma una necessità emotiva e un’occasione di crescita dove la vacanza si conferma un bene immateriale, irrinunciabile, votato al benessere di tutti i membri della famiglia e non solo quello dei figli. “Siamo il primo consorzio in Italia che ha elevato l’ospitalità per famiglie a una forma certificata di qualità” ha detto il vicepresidente di Italy Family Hotels Stefano Cerutti, che è anche general manager Nh Collection Alagna Mirtillo Rosso.
Un consorzio in evoluzione
Il portale di Italy Family Hotels ha generato circa 3 milioni di euro di fatturato nel 2025, laddove non si può prenotare direttamente ma mandare richieste di preventivo che poi si finalizzano in prenotazione. “Il valore principale del portale sono i filtri per gli utenti e la loro efficacia nell’indirizzare le esigenze e la capacità di spesa verso gli hotel migliori per soddisfarle”, hanno commentato le agenzie coinvolte durante la presentazione.
Le strutture, che vanno dai 3 ai 5 stelle su 15 regioni italiane, pagano una fee annuale (viene tutto reinvestito nel consorzio) a fronte di una serie di servizi, tra cui una spinta verso l’internazionalizzazione tramite campagne di marketing ad hoc, ad esempio sul mercato tedescofono, svizzero o francese, dove questi ultimi due hanno dato riscontri di interesse particolarmente interessanti. “Al contrario, gli hotel altoatesini hanno interesse a lavorare maggiormente sul pubblico italiano”, ha spiegato Gianluca Tonti di Area38.
“La ricerca dell’internazionalizzazione è una necessità per tutti i business”, ha precisato Cerutti, “nel nostro caso è utile guardare all’estero perché i Paesi hanno calendari di vacanza diversificati che permettono di riempire quelle settimane più ‘morbide’ invece sul mercato italiano, ancora molto legato a un calendario scolastico focalizzato sull’estate”.
Il mercato family travel nel 2026
“La ricerca ogni anno ci indica le direttrici su cui lavorare”, ha continuato Cerutti, “ed è un servizio che forniamo agli associati. Abbiamo visto crescere l’interesse delle catene per la tipologia family hotel e questo è sintomo di una specificità di questo tipo di strutture che ormai arrivano a essere determinanti per le famiglie nella scelta della destinazione”.
Secondo la ricerca, a metà aprile 2026 il 62,5% delle famiglie dichiara di non aver ancora prenotato le vacanze estive, lasciando ampi margini di attivazione per il comparto in vista dell’estate. Raggiunto a margine dell’evento, Cerutti ha dichiarato che “il consorzio Family Hotels non sta ravvisando grandi ripercussioni a causa della crisi internazionale. Il mercato italiano, quando ci sono tempeste in giro, tendenzialmente preferisce orientarsi sull’Italia. I nostri soci lavorano principalmente con mercati di prossimità e ci aspettiamo sia un buon anno anche in questo senso”.
Tra i dati più significativi della ricerca “Family Trend 2026” si assiste a una trasformazione della durata del soggiorno: le famiglie preferiscono oggi frazionare le ferie durante l’anno. Le richieste per soggiorni brevi 1-6 notti sono passati dall'essere una nicchia trascurabile (1 su 6) nel biennio ’23-’24 a rappresentare oggi un terzo del mercato totale (33,5%), erodendo quote sia alla settimana standard (7 notti) che, soprattutto, alle vacanze lunghe 8+ notti, che hanno perso un terzo della loro attrattività in 3 anni. Cresce quindi l’interesse per formule più compatte, facili da organizzare e sostenibili nella gestione del tempo, senza rinunciare all’esperienza di vacanza. Il budget resta resiliente: il 73,5% spenderà più o meno come nel 2025, mentre il 15,7% intende investire di più.
Tra gli ultimi ingressi in Italy Family Hotels figura il nuovo Radisson Blu Hotel Florence, a riprova di un interesse delle famiglie per le città d’arte, e, conferma il consorzio, c’è un’attenzione crescente ai servizi per l’accoglienza dei pet, ormai considerati membri della famiglia a tutti gli effetti.