Il commento del direttore
Remo Vangelista
“Dal punto di vista turistico l’attrattività dell’Europa rimane invariata”. Eduardo Santander, ceo dell’European Travel Commission, non ha dubbi: il nostro continente continua a beneficiare di un’ottima reputazione globale in termini di sicurezza e stabilità, una reputazione che diventa ancora più importante per i viaggiatori in periodi di incertezza geopolitica come quello che stiamo vivendo.
“La situazione è in continuo divenire - ha dichiarato ieri in un’intervista -, quindi sarebbe prematuro trarre conclusioni definitive sulle implicazioni a lungo termine del conflitto nel Golfo per il turismo globale. In questa fase l’impatto principale è sulla connettività aerea, piuttosto che sulla domanda per le destinazioni in sé, a causa del blocco parziale di importanti hub come Dubai, Abu Dhabi e Doha, punti di collegamento chiave tra Europa, Asia e Australasia”.
A oggi, dunque, con il blocco degli hub e il prezzo del brent a oltre 100 dollari al barile, il problema non è la mancanza di richieste, ma la mancanza - o l’eccessivo costo - dei voli. “La nostra ultima ricerca sul sentiment dei viaggiatori internazionali, di inizio 2026 - continua Santander, come riporta TravelDailyNews -, mostra che l’Europa si colloca tra i primi posti a livello mondiale per i principali indicatori della sicurezza, tra cui stabilità politica, sicurezza personale e resilienza ai rischi naturali”.
Un sentiment che non è cambiato: “Anche per quanto riguarda il Medio Oriente non prevediamo un’interruzione immediata della domanda dalla regione verso l’Europa. Nel breve termine, l’impatto sulla domanda turistica rimarrà relativamente contenuto. Occorre comunque tener presente che la richiesta di turismo in diversi mercati mediorientali è stagionalmente più bassa durante il Ramadan, il che significa che le attuali interruzioni coincidono con un periodo di viaggio naturalmente più tranquillo”.
L’aumento dei viaggi intraeuropei
Più complicata si fa l’analisi guardando più avanti, a medio termine: tutto dipenderà, infatti, dalla durata del conflitto. “Se la situazione dovesse stabilizzarsi presto - sottolinea Santander - i flussi turistici globali tenderanno ad adattarsi e a riprendersi senza cambiamenti strutturali a lungo termine”.
Per quanto riguarda l’Europa, in particolare, potrebbero emergere diverse dinamiche. Secondo Santander si potrebbe infatti assistere a un aumento dei viaggi intraeuropei, “poiché nei periodi di incertezza i turisti tendono a scegliere destinazioni più vicine a casa, piuttosto che intraprendere viaggi lontani. La forte percezione di sicurezza dell’Europa - continua - potrebbe anche rafforzarne l’attrattività tra i viaggiatori internazionali”.
Allo stesso tempo, però, non si possono ignorare fattori economici più ampi. Il protrarsi delle tensioni porterebbe infatti a un ulteriore rincaro dei prezzi del petrolio, aumentando i costi operativi delle compagnie aeree e portando a tariffe aeree sempre più elevate, in particolare sulle rotte a lungo raggio. “Ciò potrebbe influenzare la domanda di viaggi a livello globale, poiché i consumatori riconsiderano i budget di viaggio in risposta ai maggiori costi di trasporto. Compito dell’European Travel Commission - conclude - è, dunque, continuare a monitorare gli sviluppi e valutarne i potenziali impatti sui flussi di viaggio verso l’Europa”.