Forte grido d’allarmeIl turismo è allo stremo

Cinque richieste urgenti per il governo, perché “Non c’è più tempo”. Le associazioni di categoria del turismo hanno scelto di raccontare ai media il dramma del comparto a pochi metri dal Parlamento, con una conferenza stampa in piazza Montecitorio, che TTG Italia ha raccontato in diretta.

E di lanciare al Governo un disperato appello: "Stiamo soffocando e morendo lentamente", come dice Pier Ezhaya, presidente Astoi.

I presidenti di Astoi, Fto, Fiavet, Maavi, Aidit e Assoviaggi hanno parlato pacatamente davanti ai microfoni, ma non hanno nascosto nulla della disperazione in cui versa il comparto. “Se non si interviene subito – ha detto Enrica Montanucci, presidente Maavi – il settore si trasformerà a breve in una bomba sociale”.

Le richieste
Cinque interventi immediati chiedono le categorie.

Innanzi tutto, un nuovo contributo a fondo perduto di almeno 500 milioni per tour operator e agenzie di viaggi “che non possono lavorare per decreto” come ha ricordato il presidente di Fto Franco Gattinoni.

Poi, immediatamente, il rinnovo e prolungamento della cassa integrazione “senza la quale – ha sottolineato Gianni Rebecchi, presidente Assoviaggi - l'intero comparto potrebbe perdere la maggior parte degli occupati. Ad oggi tutte le imprese stanno utilizzando gli ammortizzatori sociali, ma se non saranno prorogati, a fine anno rischiamo di avere oltre 40mila persone senza lavoro”.

E ancora, la proroga del tax credit sugli affitti, che qualche po’ di fiato aveva dato alle imprese del comparto e la rimozione del divieto di viaggiare per turismo che “ci ha fatto tornare indietro di 60 anni – ha detto Domenico Pellegrino, presidente Aidit – quando il turismo veniva considera un vezzo”. In alternativa, il comparto chiede un ampliamento dei corridoi.

Un prestito ponte a 24 mesi senza merito di credito è, infine, l’ultima richiesta delle aziende del comparto “che consenta alle aziende di rimborsare i voucher in scadenza, ma nello stesso tempo di rimanere in vita” ha concluso Ezhaya.

Perché uno dei rischi di questa situazione, come ha sottolineato Ivana Jelinic, presidente Fiavet, è che gli asset turistici del nostro Paese passino nelle mani di gruppi stranieri. “Noi siamo il Paese più bello del mondo, ma se lo Stato non tutela questo patrimonio imprenditoriale, il rischio è che i grandi gruppi internazionali mettano mano sui nostri gioielli di famiglia” ha detto.

Dati allarmanti
I numeri comunicati durante la conferenza stampa sono impetosi. A causa della chiusura di quasi tutte le mete extra Ue, i viaggi degli italiani verso l’estero registrano nel 2021 una flessione del 92%, mentre il business travel ha perso tre quarti del suo giro d’affari e il settore eventi lascia per strada l’80% del proprio business. Anche l’incoming è crollato, la presenza di stranieri ha subito un calo del 54%, mentre il turismo scolastico si avvia ad essere completamente azzerato per il terzo anno consecutivo.

Da febbraio 2020 a dicembre 2021 il settore ha perso circa 21 dei 26 miliardi che avrebbe dovuto produrre in questo periodo. E anche l’incoming patisce: il 55% di stranieri non viaggiano più in Italia e il business travel segna una flessione del 68%.

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