Alpitour e il contratto che scotta

12/11/2019
12:35
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Il tormentone d’autunno. Quando arriva il nuovo contratto commerciale di Alpitour arrivano anche puntuali le discussioni e le polemiche.

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Così è stato anche ieri (ma la storia è nota da tempo) con la presentazione ufficiale del progetto Zoom. Senza scendere nel dettaglio, da osservatori ci permettiamo di evidenziare due cose chiarissime.

La prima è senza dubbio legata al fatto che il Gruppo Alpitour (forte di un esercito di marchi) fa il bello e cattivo tempo senza andare troppo per il sottile. A chi non piace, "prego si accomodi”.

Inutile nascondere il fatto che tante agenzie scrivono critiche feroci sui social, ma alla fine vendono Alpi perché non possono fare diversamente.

La seconda cosa chiara riguarda quel che rimane della controparte. In tanti sono diventati leoni del telefono e dei messaggi, ma non si schierano mai. Un bel no comment e buonanotte.

I network che potrebbero aprire tavoli di confronto per il popolo delle agenzie sono spesso costretti ad accettare. Qualcuno perché se fai parte della galassia Alpitour ti adegui e basta, qualcun altro perché non ha il coraggio di esprimere in maniera forte e chiara il disagio.

In fondo stiamo parlando di un contratto che può avere anche spunti di discussione utili a tutti, anche al management Alpitour. Ma non avviene mai nulla. Solo le chiacchiere da bar e la promessa di guardare anche ad altri tour operator. Mentre Alpitour fa serenamente (e giustamente) il suo gioco su tutti i tavoli (compresa la vendita diretta che conquista spazi e margini).

Twitter@removangelista

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