Il commento del direttore
Remo Vangelista
City-maxxing, longevity, viaggi multigenerazionali e l’autunno che sta emergendo come nuova stagione preferita per le vacanze. Sono questi i trend per il 2026 nel mondo dei viaggi di lusso messi in luce da Virtuoso durante la 38° edizione della Virtuoso Travel Week.
Se le vendite sono stimate in aumento di quasi il 21% su base annua, un ruolo da protagonista lo riveste una delle stagioni solitamente considerate ‘di spalla’: l’autunno. Le prenotazioni nel 2026 sono aumentate del 59% e le vendite del 69%. Settembre è in testa per le vendite, con un aumento del 77% e un incremento del 55% del booking, mentre le prenotazioni di ottobre sono aumentate del 59% e quelle di novembre di oltre il 70% in entrambi i casi. L'intero periodo autunnale è passato a stagione di punta.
L'Europa mostra questo cambiamento in modo più evidente. Le vendite da inizio anno negli hotel europei partner di Virtuoso sono aumentate del 39% fino a giugno, con ogni mese del primo semestre in forte crescita sia per le prenotazioni che per le vendite. Nel continente, i volumi di prenotazioni per settembre sono aumentati dal 79% di quelli di agosto 2023 al 92% nel 2025, crescendo quasi tre volte più velocemente di agosto in questo arco di tempo. I dati di Virtuoso suggeriscono che settembre potrebbe superare agosto in termini di vendite quest'anno.
La bassa stagione ha ufficialmente perso la sua reputazione di stagione economica. Le prenotazioni per l'Europa quest'autunno sono aumentate del 49%, nonostante i prezzi siano cresciuti di oltre il 7%, portando le vendite complessive a un incremento del 64% e dimostrando che i viaggiatori scelgono la stagione per ciò che offre piuttosto che per il risparmio.
Il city-maxxing
Se la scelta ricade sull’autunno, la selezione delle attività da svolgere varia. La nuova tendenza è quella di un viaggio che attraversa più città, anche in Paesi differenti, un fenomeno che Virtuoso ha definito “city-maxxing”, e circa un viaggio su due attraversa un confine internazionale.
La combinazione più comune è Francia e Italia, seguita da Francia e Regno Unito, poi Italia e Svizzera. L'Italia compare in due quinti degli itinerari multi-città, fungendo da punto di riferimento per città come Firenze, Roma e Venezia e confermando il suo ruolo sia di destinazione di prim'ordine che di hub di collegamento. La durata media dei soggiorni di lusso si è allungata e la crescente diffusione della seconda casa come base di partenza sta creando un sistema di residenze di lusso e ville private.
Questi itinerari si basano sull'aviazione privata e la domanda è appannaggio di una fascia di età abbastanza giovane. I consulenti segnalano che i Millennial sono in testa alle richieste di jet privati, con un incremento del 6% rispetto alla media globale.
La longevità è il nuovo lusso
Il benessere è passato dall'essere un servizio aggiuntivo a un elemento imprescindibile dell'itinerario. Gli hotel del segmento benessere stanno superando gli altri, con prenotazioni in aumento del 28%, vendite in aumento del 44% e tariffe medie giornaliere in aumento del 23%.
La categoria ora comprende l'ottimizzazione del sonno, la salute metabolica e i ritiri per il benessere mentale, con il turismo della longevità come segmento di punta, che combina la diagnostica medica con l'ospitalità a cinque stelle. I consulenti descrivono tre tipologie di viaggiatori del benessere: chi cerca l'ottimizzazione delle prestazioni, che desidera dati e risultati misurabili; chi cerca il ristoro, che desidera tranquillità, natura e una disintossicazione digitale; e chi cerca un significato, attratto dalla mindfulness e dai ritiri incentrati su una transizione di vita.
I target di clienti
Secondo i dati di Virtuoso, i viaggi multigenerazionali e per famiglie sono in testa alle richieste dei clienti, con il 69% delle preferenze, seguiti dalle crociere oceaniche premium e di lusso con il 63% e dai viaggi per celebrazioni con il 60%. La spaccatura generazionale è netta: i Baby Boomer trainano la domanda di crociere, con il 76% per quelle oceaniche e il 68% per quelle fluviali, mentre i Millennial prediligono fughe al mare e nuovi prodotti ed esperienze.